Sabato 20 gennaio visita guidata alla mostra “Vasari, Jacone e la maniera bizzarra”

Il Quartiere di Porta Sant’Andrea organizza, sabato 20 gennaio alle ore 16,30, una visita guidata esclusiva alla Casa Museo e alla mostra temporanea “Vasari, Jacone e la maniera bizzarra” inaugurata lo scorso 15 novembre presso la Casa Museo di Ivan Bruschi, parte del Fuorimostra de “Il Cinquecento a Firenze. Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna”. Il costo di ingresso è di costo di €3 a persona (bimbi esclusi)

Per prenotazioni contattare anche via sms Gianni Sarrini cell. 3407260380. Ritrovo ore 16.20 davanti alla Casa Museo Ivan Bruschi

Descrizione della mostra: Prosegue la fortunata collaborazione tra la Fondazione Ivan Bruschi e la Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, grazie alla quale è stata esposta ad Arezzo, in prima nazionale, l’opera del celebre artista Bill Viola, Tristan’s Ascension.

Il tema conduttore dell’esposizione di Casa Bruschi è quello dell’avversione dell’aretino Giorgio Vasari per la “compagnia” degli artisti favorita dal Riccio, raccontata e svelata attraverso gli aneddoti e gli apprezzamenti contraddittorii espressi nel celebre volume Le Vite nei diretti confronti di Jacone (Jacopo di Giovanni di Francesco).

Per l’occasione viene presentata l’opera inedita Madonna col Bambino e San Giovannino di Francesco Ubertini, detto il Bacchiacca (Borgo S. Lorenzo, 1494-Firenze 1557), parte della Collezione Gianfranco Barbiera di Arezzo. Il Bacchiacca è un artista, secondo Vasari, appartenente proprio alla “masnada” di Jacone: con essa condivide l’approccio “bizzarro” alla maniera, sfrontatamente insensibile a suo dire, all’ideale estetico della “grazia” che caratterizza l’eccellenza della produzione pittorica del periodo.

Una sezione della mostra, #500 IN COLLEZIONE opere scelte dalla collezione Bruschi, è dedicata alle opere che normalmente sono esposte alla Casa Museo, contestualizzate per l’occasione all’interno di un percorso espositivo che collega l’artista Giorgio Vasari a Tommaso Bernabei, detto Il Papacello e a Tommaso Manzuoli, detto Maso da San Friano, per arrivare ad un pittore italiano anonimo della seconda metà del ‘500 che ripropone nella sua tavola suggestioni della vasariana “maniera moderna”.